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Il Catasto Austriaco

Passato, Presente, Fututro

Catasto Austriaco

Il catasto austriaco è redatto a partire dal 1815 quando, con il congresso di Vienna, i territori della Repubblica di Venezia sono assegnati all’impero Asburgico, la parte italiana diventa il “Lombardo – Veneto”, l’Istria è “Provincia istriana”. Dal 1840 al 1848, dopo il rilevamento, la pubblicazione e varie verifiche è reso ufficiale.

Gli elaborati tecnici sono divisi per Comune, molti di più degli odierni, ed ogni Comune in fogli di mappa, assemblando prima i fogli poi i Comuni si riscopre il territorio esattamente così com’era realmente, restando ben riconoscibili i tracciamenti della nuova viabilità che l’Impero asburgico stava facendo costruire, comprese le prime linee ferroviarie ancora oggi in uso.

La cartografia originale dell’ambito territoriale, attualmente, è conservata nella sede di ogni Archivio di Stato provinciale ed è quasi totalmente digitalizzata ad alta definizione; nella sede dell’Archivio di Trieste vi è il “Franceschino” (da Francesco Giuseppe), la mappatura dell’Istria, nella sede di Mantova il “Teresiano” (da Maria Teresa), la proprietà è del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. L’unica discrepanza, per avere l’esatta idea di come si vivesse sino ad un paio di secoli fa, è data dalla mancata rappresentazione della vita nella campagna che il catasto austriaco ci mostra completamente deserta, molto frazionata ma deserta, ciò è dovuto al fatto che le abitazioni contadine erano allora i casoni: povere case con le pareti in muratura e il tetto di paglia, non avendo copertura stabile non erano soggetti ad imposte e quindi non censiti. Ancora nel 1933, quando se ne ordinò l’abbattimento per motivi igienici, in soli 25 comuni tra Padova e Venezia erano abitati 2644 casoni, nel 1956, nella stessa zona ne esistevano ancora 181. Quindi è presumibile che nella prima metà del XIX secolo la campagna brulicasse di casoni.