CuriositàStoria

Il Medioevo, Il Viaggio, Curiosità del tempo

il viaggio di Sanuto

Convenzionalmente la storia che segue la preistoria, è divisa in quattro epoche o evi:

  • antico, dall’invenzione della scrittura 3500 a.C. alla caduta dell’Impero romano d’occidente – 476 d.C.;
  • medio, dal 476 d.C. alla scoperta dell’America – 1492;
  • moderno dal 1492 alla rivoluzione francese 1789;
  • contemporaneo dal 1789 ai giorni nostri.

Contestualizzazione

 

Il Medioevo è diviso in alto dal 476 all’anno 1000 e basso dall’anno 1000 al 1492. Posta come buona questa periodizzazione, in realtà vi sono molte diverse datazioni, Marin Sanuto vive tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500 nel periodo artistico culturale chiamato rinascimento, un’epoca di grandi sconvolgimenti economici, politici, religiosi e sociali.

Venezia Veduta Fantastica
Venezia, veduta fantastica, XV secolo

 

 

 

 

 

 

 

Il motivo del viaggio

Dal 1410 cioè da quando la Repubblica annette la Terraferma veneta, attualmente ad Ovest la

Medaglia commemorativa
Medaglia commemorativa del viaggio degli Auditori, coniata nel 2014 dal Gruppo filatelico e numismatico di Montagnana

Lombardia sino a Bergamo ed il fiume Serio, a Sud il Po, ad Est l’Istria e a Nord Belluno e parte del trentino, mentre è doge Michele Steno, sono istituiti gli Auditori nuovi alle sentenze, una Corte d’appello itinerante che ogni due anni si reca in tutte le sedi podestarili per giudicare gli eventuali appelli della popolazione alle sentenze emesse dai pretori. Nel 1483 i giudici sono: Marco Sanuto, Giorgio Pisani e Pietro Vitturi.Marin Sanuto, allora diciassettenne, è aggregato alla Corte non avendo alcun incarico con la sola voglia di vedere e descrivere ciò che aveva visto e lo fa scrivendo un diario intitolato Itinerario per la terraferma veneta.

 

Curiosità

Catastrofi. Nelle note a piè di pagina della presente pubblicazione si trova spesso “terremoto del 1117”, l’epicentro del quale è stato localizzato nella zona di Isola della Scala ed è passato alla storia come “terremoto di Verona”, è la causa, ad esempio, del crollo dell’ala esterna dell’Arena. Si riporta il testo dell’articolo dell’INGV Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia.

Novecento anni fa, nel 1117, si è verificato il più forte terremoto dell’area padana di cui si abbia notizia. Nonostante siano trascorsi ben nove secoli e il terremoto si sia verificato in un’area caratterizzata all’epoca da sporadici nuclei abitati situati tra zone paludose e foreste, disponiamo di un gran numero di informazioni su questo evento. Grazie anche alla fitta rete di monasteri benedettini presenti nel XII secolo, esiste infatti un’ampia tipologia di fonti coeve, quali annali monastici, documenti di varia tipologia ed epigrafi, che ci forniscono differenziate e puntuali informazioni su questo terremoto.
Il terremoto ebbe una grande fama in tutta l’Europa medievale ed è ricordato in quasi tutti gli annali monastici europei del tempo anche perché molto probabilmente si è trattato di un evento multiplo. L’ampia e accurata ricerca cronachistica e archivistica svolta ha solo parzialmente fatto luce sulla grande complessità di questo evento; da alcuni ricercatori
sono state individuate tre diverse scosse: la prima avvenuta nella notte tra il 2 e il 3 gennaio, la seconda, la più forte, avvenuta nel primo pomeriggio (alle ore 15:15 GMT) del 3 gennaio
in concomitanza con una terza scossa di minore entità. La prima scossa si sarebbe verificata nella Germania meridionale causando danneggiamenti in particolare nell’area di Augusta e Costanza.

Il Terremoto
Il terremoto nella concezione religiosa era rappresentato nel sesto sigillo dell’Apocalisse di Giovanni.

La seconda scossa ha duramente colpito la Pianura Padana, ed è stata caratterizzata daun’area di danneggiamento molto ampia, comprendente il Veneto, la Lombardia e l’Emilia. Il terzo evento avrebbe interessato l’Alta Toscana, causando il crollo di torri, edifici e campanili nel territorio di Pisa e Lucca (Guidoboni et al., 2005; Rovida et al., 2016).

Il tempo. Per intraprendere un viaggio di 1500 miglia con una tabella cronologica ferrea come potevano sapere l’ora gli Auditori?
Nel medioevo il tempo era scandito dalle ore canoniche derivanti dal momento nel quale si
recitavano le preghiere cristiane: mattutina – prima dell’alba; lodi – all’alba; ora prima – alle 6,00; ora terza – alle 9,00; ora sesta – alle 12,00; ora nona alle 15,00; i vespri – al tramonto o mezzanotte e compieta – l’ultima preghiera prima di coricarsi.
Evidentemente tale scansione non è fissa poiché ogni giorno il movimento della Terra sposta il
momento dell’alba e del tramonto.

L’orologio di Jacopo Dondi
L’orologio di Jacopo Dondi in Piazza dei Signori a Padova.
Costruito nel 1344 è stato restaurato nel 1436 dopo unincendio.

Dal XIV secolo è in uso “l’ora italiana comune o ora solare” che divide il giorno in 24 ore e le 24
coincidono con il tramonto. Con questa scansione si iniziano a costruire gli orologi astronomici, il più antico in Italia è in Piazza dei Signori a Padova costruito da Jacopo Dondi nel 1344.
Il giorno era diviso in 24 ore che iniziavano al tramonto del sole. Poiché, come detto, il sole
non tramonta mai alla stessa ora, l’orologio era composto di quattro dischi concentrici di cui quello più esterno, fisso, delle ore con il XXIV posto a destra del quadrante e tre mobili: il
primo all’interno è il disco del sole che porta in circonferenza la sequenza dei giorni lunari da 1 a 30 e dalla quale diparte la lancetta recante il sole che indica le ore e il segno zodiacale; il secondo, il maggiore dei mobili, è diviso dai segni zodiacali e dai mesi, ogni segno inizia al decimo giorno del mese; infine il disco lunare che compie un giro ogni 29,5 giorni ed indica il moto del satellite, è diviso in due parti, luna calante e luna crescente, all’interno una ulteriore suddivisione in aspetti: sestile cioè di 60° dal sole, quadratura a 90° (primo ed ultimo quarto) e trigono a 120°; la luna è nera il primo giorno poi bianca al plenilunio.
Le ore 11 del 15 aprile 1483, quando gli Auditori partono da piazza San Marco, corrispondono

orologio dittico
Un esempio di orologio dittico, nell’incavo era allocata una bussola per metterelo in linea con l’asse terrestre

alle ore 6,00 circa. Ma come fa Sanuto a sapere che sono partiti alle ore 11 visto che l’orologio astronomico sulla torre sarà inaugurato il I febbraio 1499?
Probabilmente possedeva un orologio portatile dittico (due tavolette di legno) nel quale lo gnomone o stilo (ciò che indicava l’ora) era un filo di lino, in uso già dalla prima metà del XV secolo che consente di sapere l’ora solare. Chi non possedeva il dittico si avvaleva delle
meridiane. Questa tipologia è tutt’ora usata dai corpi speciali dell’esercito.

Le misure. Le unità di misura nella Repubblica veneta possono variare da podestaria a podestaria, per questo la pietra delle misure era posta in luogo visibile laddove si svolgeva mercato, quelle di Venezia e che, probabilmente, usava il Sanuto sono:

La pietra delle misure
La pietra delle misure della
podestaria di Cologna Veneta
del 1470.
Pertica grande,pertica piccola e sottomultipli

un braccio da lana = 68,33cm;
un braccio da seta = 63,87cm;
un piede da fabbrica e da terra = 34,77cm;
sottomultipli di un piede da fabbrica e da terra:
12 once per un piede,
12 linee per un’oncia;
multipli:
5 piedi (34,77 cm x 5) = 1 passo (173,85 cm);
4 ,5 piedi (34,77 cm x 4,5) = 1 pertica piccola (156,465 cm);
6 piedi (34,77 cm x 6) = una pertica grande (208,62 cm);
1.000 passi sono un miglio veneto = 1.738,5 metri.

Il regno d’Italia adotta il sistema metrico decimale nel 1861, nel 1877 sono pubblicate le tavole di comparazione con le precedenti misure in uso in tutte la parti del Regno.